In tantissimi al solo sentire nominare le parole Starbucks e Italia insieme iniziavano a salire calde ondate di adrenalina. Qualche giorno fa, vedendo la locandina di Starbucks che annunciava di sbarcare in Italia a giugno 2012, sembrava proprio che l’apertura della compagnia nel nostro paese fosse imminente. In realtà si è trattato di un annuncio bufala. Starbucks non arriverà in Italia, almeno non nel breve termine. La notizia che la catena di caffetterie doveva arrivare a Roma, Milano, Napoli e Venezia, diffusa in rete venerdì notte, è falsa.
La catena di Starbucks è stata creata da Howard Schultz che rimase colpito durante un suo viaggio a Milano della cordialità e il clima che si instaura nei bar tra il cliente e il barista. Caffè sempre fatto al momento e prodotti di alta qualità facevano il resto. Per tali ragioni Schultz, tornato negli Stati Uniti, decise di aprire Starbucks. Il primo aprì a Seattle e le allusioni ai bar italiane erano a dir poco esplicite: si può chiedere un caffè misto, il caffellatte, espresso con panna, cappuccino e tanto altro, in italiano. Starbucks ebbe nel giro di pochi anni un grande successo, divenne qualcosa a metà tra un bar e un lounge bar dove oltre a prendere il caffè o il tè e a stuzzicare qualche biscotto o dolce si poteva rimanere a fare due chiacchiere, a leggere un libro, a giocare col pc. E la mania degli starbucksiani ha contagiato anche i nostri connazionali. Arriverà, prima o poi, Starbucks, in Italia?




































